Toshiba dice addio al mercato europeo. La notizia non è una bomba di fine 2015, ma l’amara conseguenza di una pesante ristrutturazione annunciata dalla stessa Toshiba per far fronte ad un imponente passivo di fine esercizio che si aggira intorno ai 4,16 miliardi di euro.

Le conseguenze di questa situazione sono già chiare: l’azienda giapponese si concentrerà sulla vendita dei notebook professionali destinati ad una nicchia di mercato, quella delle grandi aziende.

Non solo. Toshiba continuerà a vendere i suoi prodotti, ma soltanto in Giappone e negli Stati Uniti, da cui è bene escludere i Satellite e Qosmio, che non arriveranno sul mercato europeo e nel resto del mondo, a meno di non vedere fondi di magazzino essere spediti in attesa di essere venduti.

La decisione di chiudere con le vendite in Europa è solo l’ultimo atto di un annata 2015 davvero nera per la giapponese Toshiba, che a maggio era stata travolta dallo scandalo contabile che aveva portato al rinvio della presentazione del bilancio 2015 e alle dimissioni dell’amministratore delegato e di metà Consiglio di Amministrazione.

Le perdite annunciate dall’azienda nipponica hanno sortito un effetto domino negativo molto preoccupante, con un declassamento del titolo Toshiba a “spazzatura” e perdite sul mercato di oltre 10 punti percentuali.

Toshiba, licenziamenti a raffica

I problemi di Toshiba non si limitano soltanto alla vendita sui mercati mondiali e a quelli nel mercato azionario asiatico.

L’azienda nipponica ha attuato anche un restyling aziendale, che ha portato al licenziamento di quasi ottomila dipendenti, effetto domino delle politiche citate nel paragrafo sopra.

Il cambiamento nel mercato dei notebook sta per portare a dinamiche che fino ad alcune settimane fa nemmeno avremmo messo in preventivo.

Rumors di mercato vogliono una possibile fusione delle divisioni PC di Fujitsu, VAIO e della stessa Toshiba in una nuova società che potrebbe diventare uno dei principali player nel settore, soprattutto nel mercato asiatico dove, al momento, domina il binomio Lenovo-NEC.